Donnalucata è la frazione più estesa del territorio comunale di Scicli (RG) e anche la più popolosa, ma usufruisce esclusivamente della piccola chiesa di Santa Caterina da Siena che sicuramente non è in grado di rispondere alle esigenze della collettività che vive nella borgata, sia nel periodo estivo che in quello invernale. Infatti se durante l’esercizio quotidiano è appena sufficiente, durante le celebrazioni particolari quali battesimi, cresime, matrimoni, lo spazio a disposizione dei fedeli è insufficiente.
Il nuovo complesso parrocchiale in progetto sorgerà in contrada Cannamara a nord di Donnalucata, il lotto è delimitato dalla via Maratona e dalla via Salonicco, è caratterizzato da una notevole pendenza, il dislivello fra il punto più basso e il punto più alto è di circa 4.40m.
I motivi ispiratori
Per la redazione del progetto definitivo ci si è ispirati al mare, proprio perché la ridente borgata fonda la sua principale economia su questa grande risorsa. Il mare viene sempre evocato nel progetto, vuoi con il ricordo di conchiglie, con delle vele spiegate al vento, come simboleggia l’aula principale della chiesa; vuoi con il campanile che ricorda l’albero di una nave in transito; ed ancora con la sinuosità del terrazzo del sagrato e della canonica che evoca le morbide spiagge lambite dal mare. Mentre, le uniche espressioni campestri sono gli alberi d’ulivo esistenti sul lotto che verranno lasciati in loco, per richiamare l'economia agricola del territorio. L’idea progettuale era quella di riproporre con il linguaggio dell’architettura il connubio che esiste in questa borgata tra le due civiltà, quella marinara e quella contadina, che da decenni convivono ed interagiscono, amabilmente in questo luogo incantato.
Nella parte più alta del lotto sorge la chiesa, la cui forma ricorda quella di una conchiglia, aperta verso la borgata e verso il mare ed al cui vertice è posto il campanile.
Come verrà realizzata
L’aula liturgica può contenere fino a 550 posti a sedere, disposti a emiciclo; la zona del presbiterio è rialzata di tre gradini; a destra si trova l’ambone, a sinistra il fonte battesimale. L’intradosso della copertura dell’aula liturgica sarà realizzato in legno a cassettoni, esso ricorda le chiese del ‘4oo non presenti nel nostro territorio a causa del terremoto del 1693. L’estradosso sarà realizzato in alluminio zincato coibentato. Inoltre è stato previsto un sistema di tiranti collegati al campanile, la cui funzione è quella di strallare e quindi di sostenere la copertura. Per quanto concernei rivestimenti esterni e la pavimentazione della chiesa si è pensato di utilizzare materiali locali:, la pietra asfaltica e il calcare duro bianco per la pavimentazione interna, la pietra di Comiso grigia e il basalto per la pavimentazione esterna. La pavimentazione interna sarà disposta a raggiera alternando i due tipi di materiali, con il punto di convergenza verso l’altare, di modo che entrando in chiesa si ha quasi la sensazione di essere proiettati verso il punto più importante di essa. L’attenzione viene posta prima all’altare poi alla cascata dietro di esso con tutti i significati simbolici che l’acqua rievoca: la purezza , la rigenerazione, la vita. All’esterno, per il terrazzo che si protende verso la borgata, si è preferito utilizzare un disegno a cerchi concentrici, alternando la pietra di Comiso grigia e il calcare bianco, la cui origine è il vertice nord della chiesa, essa segue la stessa direzione della facciata concava e sottolinea la funzione della chiesa : “propagare” la Parola di Dio oltre le sue mura, verso il mondo. La facciata invece verrà realizzata con blocchi di cemento bianchi che riproducono l’effetto della pietra a faccia vista, ma garantiscono una maggiore durata nel tempo ed una maggiore coibentazione termoacustica.
L’illuminazione avviene tramite finestre di 30x80 poste nella parte alta ed esposte a nord in modo tale che l’illuminazione sia costante durante l’arco della giornata e si evitano i fastidiosi raggi solari proiettati sui fedeli. Collegata alla chiesa c’è il corpo della cappella feriale, la sagrestia e la casa canonica. La cappella feriale riprende la forma a conchiglia della chiesa, ma questa volta non in pianta ma in alzato, presenta delle aperture ad abbaino, e può contenere 42 posti a sedere.
La casa canonica era stata volutamente pensata in un primo momento come tipologia agricola autoctona, recentemente prima dell'approvazione definitiva del progetto per volontà della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) la casa canonica è stata oggetto di restyling prolungando il tetto semicircolare della cappella feriale ottenendo un effetto armonico d'insieme. Si sviluppa su due livelli; al piano terra la zona giorno, caratterizzata da uno spazio a doppia altezza, con annesso garage; al primo piano la zona notte. Tra i due corpi di fabbrica c’è la sagrestia con un piccolo ufficio e i servizi. Nella parte bassa del lotto, un ampio piazzale delimitato da una fila di alberi, conduce negli ambienti posti al disotto del piano della chiesa. Qui si trovano: il salone parrocchiale, caratterizzato da un’ampia parete vetrata trattata con filtri antisolari e illuminato dall’alto con due lucernai, le aule per il catechismo sono 14, il deposito, il locale impianti e i servizi. Il complesso parrocchiale servirà a coprire una lacuna che dura da più di trenta anni e oltre che dotarsi di uno spazio collettivo adeguato alle sue dimensioni questa ridente borgata di Scicli.